LA LETTERA DI EUGENIA AI SORANI

Ho sempre pensato che candidarsi a sindaco di una città sia una cosa molto seria e importante.


Assolutamente non per la visibilità che ne consegue, ma per la grande responsabilità che una persona, chiamata a ricoprire tale ruolo, va ad assumere nei confronti dei cittadini quando, dopo averli guardati negli occhi, chiede la loro fiducia, ottenendola. Penso che il tutto vada a generare un patto tacito e implicito tra le parti, un patto d’onore, basato sulla considerazione dell’altro, perché ritengo che la fiducia data sia sacra e vada rispettata. Sempre. E non debba essere promesso l’assurdo o l’inverosimile soltanto per strappare consensi e far finta di accontentare sempre perché il cittadino non merita di essere preso in giro. Mai. Tantomeno quando si parla di bisogni e necessità. Tutti punti fermi, che hanno reso la decisione verso la candidatura una scelta seria, pensata, fatta nell’ottica di un servizio volto a costruire un futuro migliore.

Sono consapevole che in tante situazioni e contesti politici vige una realtà completamente diversa e lontana dal mio modo di essere e pensare. È troppo spesso una condizione mossa da logiche lontane dal bene di un territorio e di una realtà cittadina. Per me questo schema non esiste. La penso in modo differente e chi mi conosce lo sa. Scelgo di restare quella che sono, che sono sempre stata. La politica fatta secondo le logiche personali non mi appartiene né mi rappresenta. Resta qualcosa di lontano.

Coerente a me stessa sempre e presente accanto alla gente, fuori da ogni schema, nella consapevolezza che è giusto così. La verità come valore fondamentale. E la voglia di provare a ricostruire quello che c’era di buono in questa città, e che è stato distrutto, per poi andare oltre e guardare al domani in un modo propositivo e migliore. A fronte di tutto questo, sulla candidatura ho pensato e riflettuto tanto. Inutile negarlo.

La terribile situazione del comune di Sora, evidente perché sotto gli occhi di tutti, la conosco sia da dentro che da fuori. Sono stata funzionario tecnico per oltre dieci anni. Vivo la città da persona follemente innamorata del luogo in cui è nata. Inquadro la realtà dei fatti da un punto di vista tecnico/amministrativo per una deformazione professionale che mi accompagna sempre, a fronte di tantissimi anni di lavoro nella pubblica amministrazione. Conosco le dinamiche e le criticità.

E così, proprio in considerazione della situazione complessiva, che è tanto preoccupante da sancire il fallimento di una intera società, con grande senso di responsabilità, una buona dose di umiltà e soprattutto tanto spirito di servizio, ho deciso di accettare la proposta di candidarmi a sindaco per servire la nostra amata Sora.

Uno sviluppo sostenibile, moderno e strutturato che abbracci i dipendenti comunali e la città tutta, nell’ottica di una crescita di competenze, di servizi, di decoro e di vivibilità cittadina generale. Segue l’obiettivo di ripristinare a trecentosessanta gradi ed al più presto quello che è stato distrutto, per poi andare oltre grazie alla volontà, da parte di tanti soggetti, di affrontare con competenza gli infiniti problemi, mettendosi in gioco con slancio e grande entusiasmo per tutta la nostra comunità, fornendo servizi e promuovendo una democrazia partecipativa, fatta di commissioni tematiche, e un sistema che veda come normalità e routine la trasparenza nel fare cose giuste e corrette.

Il programma sarà condiviso e concreto, perché verrà dal basso e avrà l’intento di interpretare la voglia ed il sentimento diffuso che la società invoca per un vero cambiamento. Un pensiero speciale ed attento sarà riservato alle periferie ed alle problematiche annose che le attanagliano e che conosco benissimo. Per poi dare il giusto valore al sociale, al commercio, alla cultura, all’istruzione, al decoro, alle opere, alle problematiche giovanili, all’innovazione tecnologica solo per citarne qualche campo. Il tutto con l’intento di costruire una nuova Sora, capace di guardare oltre.

Steve Jobs diceva "Siate affamati. Siate folli. Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero". Sia questo il nostro monito e la nostra scommessa, pronti ad accogliere tante altre brave persone che vogliono costruire con noi questo sogno, renderlo concreto e regalarlo a Sora ed ai sorani.
Forza allora… forza tutti… c’è tanto da fare!!!

Eugenia Tersigni

 

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